#SOLOUNMINUTO


Attori – > Spettatori -> Pensatori

#SOLOUMINUTO : la campagna culturale di “auto” educazione nei confronti delle persone con disabilità, a sostegno della loro autonomia/mobilità/sicurezza, nelle aree urbane, già normate dal codice stradale. Il progetto #SOLOUNMINUTO mira a sensibilizzare, far riflettere, educare in modo civile, sugli “abusi mentali e strutturali” che impediscono alle persone più fragili, o con handicap fisico, di avere/scegliere la stessa autonomia di ogni altro cittadino. 

#SOLOUNMINUTO: la comunità attiva che vigila ed educa per segnalare i cattivi comportamenti che impediscono alle persone con disabilità di fruire degli spazi e dei servizi che la città mette a disposizione di tutti.

 

Afferma Lorella Ronconi, ideatrice del progetto: “La mia iniziativa vuole essere momento di riflessione, auto-riflessione. Non vuole puntare il dito su amministrazioni o enti preposti, o essere giudice, vuole solo essere un’ azione pacifista, culturale, educativa che propone delle foto per far riflettere ed educare. #SOLOUNMINUTO è sempre PER e mai CONTRO.”

 

La campagna #SOLOUNMINUTO, partita da Grosseto, il 13 ottobre 2017, da una pagina Facebook, nasce dall’esigenza dettata dalla cattiva educazione, dalla mancanza di rispetto dimostrata in questi ultimi anni dai conduttori di auto (camion, mezzi pubblici, a motore e non) verso le persone con disabilità.  Lo slogan: “Solo un minuto” è la risposta più frequente che viene data da chi ha parcheggiato il suo mezzo di trasporto nello spazio riservato ad una persona disabile, quando gli viene fatto notare che intralcia la mobilità del disabile stesso. 

A meafferma Lorella Ronconi, ideatrice del progetto – è stata data molte volte, ma il 15 maggio di questo anno, appena uscita da un convegno sulle barriere architettoniche, mi è stata ripetuta dalla conducente di un Suv che aveva letteralmente invaso il marciapiede sul quale stavo transitando di ritorno verso casa, e con la febbre. Sul momento la cosa mi ha notevolmente fatto arrabbiare e le ho fatto una foto che ho pubblicato immediatamente sul mio profilo Facebook con la scritta #SOLOUNMINUTO, mi è venuto di getto.”

Continua Lorella: ” In seguito quella sensazione provata, un misto di rabbia e umiliante, ingiusta sofferenza, come un ragnetto nella pancia (da anni), mi ha spinto a riflettere sulla maleducazione, in esponenziale peggioramento, nei confronti delle persone disabili. Si assiste ad un peggioramento arrogante di chi dovrebbe semplicemente rispettare il codice della strada, ma anche un peggioramento di chi dovrebbe avere il senso civico per difendere o, quanto meno, semplificare la vita delle persone svantaggiate.

• Sempre piu’ spesso i parcheggi riservati alle persone disabili sono occupati da auto senza il tagliando.
• Gli scivoli, mezzi di “fuoriuscita” da e per attraversamento, sono “otturati” da parcheggi arroganti.
• I marciapiedi sono invasi da auto, motorini, biciclette, che impediscono il passaggio/passeggio di persone in carrozzella, ipovedenti, ciechi assoluti, anziani con fragilità fisica.
• Tutto ciò mette in pericolo la stessa vita delle persone disabili, costrette a transitare per la strada.
• La recente magistratura ha sancito come REATO PENALE (VIOLENZA PRIVATA) il parcheggio su uno stallo riservato nominativo da parte dei non autorizzati.
La cattiva educazione è diventata grave, arrivando a vessare il disabile con violenze verbali e talvolta ritorsioni.
• La maleducazione fa sì che i disabili siano immaginati e voluti chiusi in casa, privati del loro diritto di uscire e fruire in autonomia delle loro città.

#SOLOUMINUTO SI AVVALE DI –> Persone che fotografano ed inviano le foto con nome di città, via accompagnate dalla scritta  #SOLOUMINUTO
• Fotografie senza riconoscimenti di targhe e/o volti
• Video senza riconoscimento di targhe e/o volti
• Fotografie e/o video autorizzati
• Buona educazione e ironia
• Il passaggio continuo di foto e loro ri-condivisione, come auto-riflessione ed “evoluzione” di coscienza.

Le regole per pubblicare fotografie con la parola #SOLOUNMINUTO sono quelle di non: giudicare, criticare, offendere, non essere politicizzati, razzisti (o razzisti al contrario), ma civili, pacifici e propositivi nel, e per,  il bene comune.

Sviluppo del logo: HASHTAG COLORATO CHE SOMIGLIA AD UN CROCEVIA, NEL QUALE LE STRISCE PEDONALI SON TUTTE DI COLORI E FORME DIFFERENTI1 la parola HASHTAG ha la forma di incrocio, crocevia-> aggregatore2 Aggregatore=hashtag, cioè “insieme” di persone che con la loro volontà (auto educazione) si aggregano ed educano la comunità.

3 Una comunità di persone differenti che, integrate, trasversali, si occupano del bene comune, pacificamente, per la mobilità e autonomia delle persone diversamente abili in primis, in particolare di chi ha handicap motorio e/o sensoriale (ipovedenti e ciechi) , e inoltre per la mobilità di tutte le persone, soprattutto fragili.

Attualmente il progetto si svolge su una pagina Facebook si occupa di disabilità vissuta e vista attraverso il non rispetto del codice della strada: i parcheggi negli stalli riservati alle persone diversamente abili; i parcheggi sulle strisce pedonali di attraversamento e in prossimità di scivoli con passo carrabile; i parcheggi sopra i marciapiedi c

he impediscono l’autonomia e il passaggio ai disabili, ma anche alle persone con fragilità e alle mamme con i passeggini.
In futuro, sicuramente si interesserà anche ad altri esempi di cattiva educazione nei confronti delle pers

one diversamente abili, come barriere architettoniche e culturali ecc..

 

 

 

 

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